litorale di S.Paulo - Brasile ( racconti veri di vita vissuta - A. Vessichelli )

SANTOS ( BRASILE )

FORTINO MILITARE DELLA CAPITANERIA DI SANTOS.

di Antonio Vessichelli

Epinephelus marginatusFra tutti i luoghi conosciuti nelle vicinanze di Santos, quello migliore per pescare la Cernia, Epinephelus marginatus(Garoupa portoghese-brasiliano) è quello dietro il fortino di Santos, dove per entrare è necessario un permesso speciale rilasciato dalla Capitaneria di Porto di Santos, (è zona militare).

Ebbene, il periodo è quasi tutto l'anno ma di preferenza nei mesi più caldi. La pesca è molto pericolosa poichè si svolge sugli scogli dove quasi sempre il mare è mosso.

Più di una volta sono andato a pescare al "Forte" con amici ai quali era rilasciato il permesso per avere fatto servizio militare in quella caserma. Voglio raccontare una di quelle giornate memorabili di buona pesca che lasciano una data da non dimenticare.

Era un pomeriggio di Sabato, molto afoso, ricordo che partimmo subito dopo pranzo altrimenti avremmo preso traffico poichè il Sabato il "paulista" si sposta da San Paolo per recarsi sul litorale a passare la Domenica.

Arrivammo con anticipo per fare tutti i preparativi al Forte, anzi bisognava prima aspettare l'autorizzazione per entrare, consegnare i permessi e indicare il posto dove avremmo pescato ( il bosco sottostante al Forte è molto esteso), ci sono vari sentieri per cui è necessario indicare con precisione all'autorità competente dove si mette tenda. Una questione di sicurezza adottata dai militari caso ci fossero contrattempi o incidenti. Bisognava lasciare detto il periodo di permanenza e l'ora del rientro.

Alle ore diciotto circa già era tutto pronto, il mare era calmo, la luna propizia, le esche pronte, i lampioncini a gas caricati, le canne armate, e ognuno nella sua postazione, per esca avevamo preparato delle sardine fresche avvolte in giornale e impregnate di sale grosso per mantenersi ben dure, insomma avevamo tutto l'occorrente per passare una bella serata.

Gli scogli sottostanti alle rocce dove eravamo appostati erano pieni di cozze e mitili vari per cui bisognava stare attenti a non cadere, il rischio era di ferirsi gravemente con tagli profondi, e il fondale era abbastanza profondo da essere risucchiati sotto gli scogli.

Facemmo una breve cenetta con panini, alcuna birra fredda, sigari accesi per non avvicinare i moscerini fastidiosi, qualche battuta ironica, l'ambiente prometteva proprio bene.

Erano le ore 20:00 i lampioncini accesi rivolti verso il bosco facevano luce alle esche (conservate in contenitori), il cielo stellato, l'infrangersi incessante delle onde sugli scogli a volte copriva le nostre parole, era arrivata l'ora, bisognava cominciare a pescare, tutto intorno era buio pesto.

Ad un primo mio tentativo lanciai l'esca ad una trentina di metri, con quel tipo di esca poteva abboccare anche una Spatola, ma l'intento era proprio per una bella Cernia, ad un primo tentativo se ne seguirono vari, ma nessun segnale si manifestava ancora, era troppo presto, nemmeno i colleghi sentivano qualcosa, ma ad un tratto uno del gruppo sentì un'abboccata e fu l'inizio di quella che fu una serata da non dimenticare. Questo nostro amico che si riteneva un grande amatore di pesca, cominciò ad urlare perchè sentiva che l'abbocco era troppo forte e la canna non reggeva, con il timore di perdere il tutto avanzò verso l'acqua al buio sugli scogli, fu un disastro, nonostante ci fossero le nostre grida, avanzava a destra e sinistra saltando da uno scoglio all'altro reggendo la canna invergata senza mollarla.

All'improvviso non lo sentimmo più era sparito...trascinato dall'entusiasmo non si rese conto che stava proprio sulla sommità dello scoglio e sotto di lui c'era il vuoto, un fondale con il mare che faceva vortice di onde risucchianti, sparì senza lasciare traccia. Lo sgomento, la paura, il dispiacere, insomma tutto finì in tragedia.

Due di noi corse a chiamare aiuti alla caserma sovrastante il bosco, la notte fu lunga, al mattino i militari della Capitaneria lo trovarono affogato a pochi metri di profondità fra gli scogli con la canna e ancora abboccata all'amo una Cernia di una decina di chili che si dibatteva.

Seguono ancora storie vere di pesca...