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PERSONAGGI

Alberto Moravia

Il 28 novembre 1907 nasce a Roma lo scrittore Alberto Pincherle, meglio noto come Alberto Moravia. Collaboratore dal 1927 alla rivista 900, esordisce a ventidue anni con il romanzo Gli indifferenti (1929), che descrive la crisi di valori del mondo borghese. La censura fascista, che sospetta una satira del regime blocca i due successivi romanzi. Dopo aver trascorso alcuni anni all'estero, nel dopoguerra Moravia riprende a scrivere, sia come romanziere che come giornalista, drammaturgo e critico cinematografico. Una delle opere più note di Moravia è La ciociara (1957), ambientata durante la seconda guerra mondiale. A questo romanzo il regista Vittorio d e Sica si è ispirato per uno dei suoi film più riusciti.

 

Leone X

Il 1 dicembre 1521 muore a Roma Papa Leone X, al secolo Giovanni de' Medici. Nato a Firenze nel 1475, è il figlio del celebre Lorenzo de'Medici, il Magnifico. A tredici anni è nominato cardinale e nel 1513, alla morte di Giulio II viene eletto Papa. Grazie alle sue attitudini spregiudicate ed alla sua politica vigorosa, il papato assume sotto la sua direzione un potere ancora maggiore di quello che aveva raggiunto sotto Alessandro VI e Giulio II. Educato nella tradizione di famiglia, Leone X è stato un mecenate delle arti e delle lettere, spese infatti somme ingenti in progetti affidati a maestri quali Bramante e Raffaello Sanzio. La raccolta di fondi pe la ricostruzione della Basilica di San Pietro, iniziata sotto il suo pontificato - condotta attraverso la vendita di indulgenze - e il lusso sfrenato della sua corte, hanno provocato i moti e le proteste più tardi sfociate nella Riforma Protestante. Leone X condannò le eresie luterane e scomunicò Lutero nel 1521, pochi mesi prima della morte.

 

Martin Lutero brucia la bolla pontificia

Sulla pubblica piazza Martìn Lutero dà fuoco alla bolla pontificia "Exsurge Domine" in cui il papa Leone X condannava le sue dottrine e lo invitava a ritrattare. Puntuale giunge poco dopo la sua scomunica con la bolla "Decet romanum pontificem", oltre al bando imperiale con il divieto di predicare la nuova dottrina e la condanna al rogo di tutti i suoi scritti. Dopo essersi rifiutato di ritrattare Lutero era giunto a negare l'infallibilità del papa e dei concili, delineando la sua proposta di riforma della chiesa, mettendo in discussione i fondamenti del credo cattolico e la struttura stessa del papato. Intanto in tutta la Germania crescevano i gravi disordini sociali con l'appoggio di gruppi che, appellandosi alla riforma, puntavano a precise rivendicazioni sociali. Contro di essi Lutero assunse un attegg iamento di aspra condanna.

 

Il Marchese De Sade

Il 2 dicembre 1814 muore nel manicomio di Charenton, all'età di 74 anni Donatien Alphonse François De Sade, meglio noto come il Marchese De Sade, figura eccentrica dell'Illuminismo, aristocratico francese autore di diversi libri erotici e di saggi filosofici ha legato il suo nome alle pratiche appunto del 'sadismo' consistenti nel trarre piacere dall'infliggere dolore fisico o umiliazioni psicologiche ad altri soggetti. Nato a Parigi nel 1740, De Sade si distingue come ufficiale dell'esercito per il suo coraggio, ma anche per i suoi eccessi. Conduce una vita all'insegna della dissolutezza, tra orge, viaggi, scandali e frequenti arresti. Trascorre infatti più di trent'anni della sua vita in prigione. Nei suoi romanzi e nelle sue opere teatrali (Le 120 giornate di Sodoma, Le sfortune della virtù, Justine) ricorre la figura del sadico come individuo capace di compiere con scientifica razionalità, ogni sorta di azione, rifiutando le limitazioni imposte dalla morale comune e riconoscendo come unica legge il perseguimento del proprio piacere personale

 

Michelangelo Buonarroti

Il 18 febbraio 1564 muore a Roma il grandissimo pittore e scultore italiano Michelangelo Buonarroti. Nato nel 1475 in provincia d'Arezzo, Michelangelo dimostra presto inclinazione per l'arte, e nostante l'opposizione della famiglia, entra nella scuola del Ghirlandaio a Firenze. Dal 1488 aderisce alla libera scuola di scultura e di copia dall'antico, voluta da Lorenzo de' Medici. Il mecenate fiorentino non tarda a notare il talento di Michelangelo e lo accoglie nel suo palazzo. E' qui che il giovane Buonarroti incontra illustri personaggi della cultura umanista quali Angelo Poliziano, Marsilio Ficino, Pico della Mirandola. Relizza le sue prime sculture p er la corte medicea, ma è solo per il papato, che a partire dal 1498 Michelangelo produce i suoi capolavori. La "Pietà", oggi in San Pietro è del 1499. Nel 1501 è a Firenze, dove scolpisce il "David". Nel 1504 il papa Giulio II lo chiama a Roma e nel 1508 gli affida la realizzazione della Cappella Sistina, il suo più celebre lavoro. Michelangelo - che si sposta di continuo tra Roma, Firenze e Carrara, dove controlla personalmente il marmo per le sue opere - accantona tutto e si dedica alla cappella ininterrottamente fino al 1512. Fino al 1550 attende agli affreschi della Cappella Paolina in Vaticano e svolge lavori come architetto, da Palazzo Farnese alla risistemazione del Campidoglio, fino ai lavori imponenti per San Pietro, a capo della cui fabbrica lo vuole Papa Paolo III.

 

Geronimo

Il 16 giugno 1829 nasce nel territorio dell'odierno Nuovo Messico il capo apache Goyathlay, conosciuto come Geronimo, uno dei più importanti condottieri dei nativi americani, per oltre un quarto di secolo ha guerreggiato contro le continue violazioni degli Stati Uniti dei trattati di pace. E' divenuto una figura leggendaria, spesso sfruttata dalla letteratura, dal cinema, dai fumetti. Cresciuto come rispettato sciamano della sua tribù di Apache Chiricahua, diventa un esperto combattente contro le truppe messicane. Sono i suoi avversari messicani a soprannominarlo "Jeronimo". Negli anni successivi la sua incrollabile determinazione a combattere le truppe amer icane ed il suo intransigente rifiuto a riconoscere l'autorità del governo degli Stati Uniti sulle terre degli Apache ne fanno un capo molto rispettato e di grande carisma, l'ultimo baluardo dell'indipendenza degli indiani d'America. La sua lotta giunge al termine nel settembre 1886, quando Geronimo è costretto ad arrendersi. Imprigionato in diverse località degli Stati Uniti, in età avanzata diventa una celebrità, viene mostrato e fotografato alle fiere. Non gli è mai stato permesso di fare ritorno alla sua terra natale. Muore di polmonite nel 1909.