declino ogni responsabilità dall'uso che potrebbe essere fatto da terzi con il contenuto di questa pagina, le mie sono puramente opinioni personali
L'ITALIA I POLITICI E LA POLITICA ITALIANA...UNA VERGOGNA!!!
Charles De Gaulle ( STATISTA ) " la politica è ciò che i politici non devono fare"
qualcuno ha detto: " ogni popolo ha il governo che si merita..."
CI VORREBBE MANDRAKE...
SOLDI...SOLDI...FINANZIAMENTI AI PARTITI AUMENTI AI POLITICI, "LA FINANZA E' UN'ARMA, LA POLITICA SA QUANDO PREMERE IL GRILLETTO".
. LA NUOVA MANOVRA DEL GOVERNO TECNICO ((Dicembre 2011)
ELEZIONI REGIONALI 2010, LE SOMME PAGATE AI POLITICI:
Otto regioni sopra i 10mila euro mensili
Come non stupirsi, allora, della trepidazione con cui tanti candidati hanno atteso i risultati fino a notte inoltrata. I consiglieri regionali più pagati dopo i piemontesi sono quelli della Puglia (13.830 euro al mese), quindi tocca all’Abruzzo (13.359), alla Lombardia (12.555), alla Sardegna (11.417), all’Emilia-Romagna (11.053 euro) e alla Calabria (11.316). All’ottavo posto per retribuzioni si piazza la Campania (10.976 euro), seguita dalla Sicilia (10.946) e dal Molise (10.255). La battaglia all’ultimo voto nel Lazio ha significato per molti lo spartiacque tra uno stipendio da 9.958 euro mensili o il proseguimento della propria attività lavorativa. Non c’è stata storia in Veneto, ma in questo caso i consiglieri eletti dovranno “accontentarsi” di 9.977 euro, quelli della Liguria di 9.337 euro. A seguire gli eletti in Friuli Venezia Giulia (7.766 euro), Toscana (7.633) e Basilicata (7.029). I consiglieri regionali delle Marche guadagneranno 6.810 euro mensili, mentre quelli del Trentino Alto Adige – dove non si è votato, insieme ad altre sei regioni - portano a casa 6.614 euro. I più “poveri” sono gli eletti in Valle d’Aosta (6.607 euro) e in Umbria (6.597 euro), ma in entrambi i casi si tratta di stipendi che in azienda sono alla portata dei soli dirigentiQuanto ai presidenti di Regione, invece, spicca su tutti quello pugliese: Nichi Vendola ha brindato alla sua rielezione, consapevole anche dei 18.885 euro che incasserà ogni fine mese. Alle sue spalle il neo-presidente della Calabria Giuseppe Scoppelliti (13.353 euro) e la laziale Polverini (12.548 euro). Ma meglio di questi ultimi due se la passano i presidenti di due regioni non coinvolte nell’ultima tornata elettorale: si tratta dei Governatori di Sardegna (Cappellacci) e Sicilia (Raffaele Lombardo), che incassano rispettivamente 14.624 e 14.329 euro mensili. E la festa non è finita: nelle prossime settimane partirà il classico spoil system con l’attribuzione di incarichi nelle ASL e nelle partecipate delle Regioni e lì se ne vedranno delle belle.
COMPLIMENTI A PEPPE GRILLO DA GRANDE CONTESTATORE DEL SISTEMA E DELLA POLITICA...ADESSO E' SALITO ANCHE LUI SUL TRANSATLANTICO DEI POLITICI ...!
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Far circolare Urgente!
Si sta promuovendo un referendum per l' abolizione dei privilegi di tutti i parlamentari............ queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i massmedia rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani......
SCANDALOSO : ( Purtroppo questa è l'Italia) AGOSTO 2011
Per la prima volta viene tolto il segreto su quanto costa ai contribuenti l'assistenza sanitaria integrativa dei deputati. Si tratta di costi per
cure che non vengono erogate dal sistema sanitario nazionale (le cui prestazioni sono gratis o al più pari al ticket), ma da una assistenza
privata finanziata da Montecitorio. A rendere pubblici questi dati sono stati i radicali che da tempo svolgono una campagna di trasparenza
denominata Parlamento WikiLeaks.
Va detto ancora che la Camera assicura un rimborso sanitario privato non solo ai 630 onorevoli. Ma anche a 1109 loro familiari compresi (per volontà dell'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini) i conviventi more uxorio.
Ebbene, nel 2010, deputati e parenti vari hanno speso complessivamente 10 milioni e 117mila euro. Tre milioni e 92mila euro per spese
odontoiatriche.
Oltre tre milioni per ricoveri e interventi (eseguiti dunque non in ospedali o strutture convenzionati dove non si paga, ma in cliniche private). Quasi un milione di euro (976mila euro, per la precisione), per fisioterapia. Per visite varie, 698mila euro. Quattrocentottantotto mila euro per occhiali e 257mila per far fronte, con la psicoterapia, ai
problemi psicologici e psichiatrici di deputati e dei loro familari.
Per curare i problemi delle vene varicose (voce "sclerosante"), 28mila e 138 euro. Visite omeopatiche 3mila e 636 euro. I deputati si sono anche fatti curare in strutture del servizio sanitario nazionale, e dunque hanno
chiesto il rimborso all'assistenza integrativa del Parlamento per 153mila euro di ticket.
Ma non tutti i numeri sull'assistenza sanitaria privata dei deputati, tuttavia, sono stati desegretati. "Abbiamo chiesto - dice la Bernardini-
quanti e quali importi sono stati spesi nell'ultimo triennio per alcune prestazioni previste dal 'fondo di solidarietà sanitarià come ad esempio
balneoterapia, shiatsuterapia, massaggio sportivo ed elettroscultura (ginnastica passiva). Volevamo sapere anche l'importo degli interventi per
chirurgia plastica, ma questi conti i Questori della Camera non ce li hanno voluti dare". Perché queste informazioni restano riservate, non
accessibili?
Cosa c'è da nascondere?
Ecco il motivo di quel segreto secondo i Questori della Camera: "Il sistema informatizzato di gestione contabile dei dati adottato dalla
Camera non consente di estrarre le informazioni richieste. Tenuto conto del principio generale dell'accesso agli atti in base al quale la domanda
non può comportare la necessità di un'attività di elaborazione dei dati da parte del soggetto destinatario della richiesta, non è possibile fornire
le informazioni secondo le modalità richieste".
Il partito di Pannella, a questo proposito, è contrario. "Non ritengo - spiega la deputata Rita Bernardini - che la Camera debba provvedere a dare una assicurazione integrativa. Ogni deputato potrebbe benissimo farsela per conto proprio avendo gia l'assistenza che hanno tutti i cittadini
italiani.
Se gli onorevoli vogliono qualcosa di più dei cittadini italiani, cioè un privilegio, possono pagarselo, visto che già dispongono di un rimborso di 25 mila euro mensili, a farsi un'assicurazione privata. Non si capisce
perché questa 'mutua integrativà la debba pagare la Camera facendola gestire direttamente dai Questori". "Secondo noi - aggiunge - basterebbe
semplicemente non prevederla e quindi far risparmiare alla collettività dieci milioni di euro all'anno".Mentre a noi tagliano sull'assistenza sanitaria e sociale è deprimente scoprire che alla casta rimborsano anche massaggi e chirurgie plastiche private - è il commento del presidente dell'ADICO, Carlo Garofolini - e sempre nel massimo silenzio di tutti.
...E NON FINISCE QUI...
Sull'Espresso di qualche settimana fa c'era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all'UNANIMITA'e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa € 1.135,00 al mese. Inoltre la mozione e stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.
STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE
STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese
PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)
RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese
INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00) TUTTI ESENTASSE
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TELEFONO CELLULARE gratis
TESSERA DEL CINEMA gratis
TESSERA TEATRO gratis
TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis
FRANCOBOLLI gratis
VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis
CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis
PISCINE E PALESTRE gratis
FS gratis
AEREO DI STATO gratis
AMBASCIATE gratis
CLINICHE gratis
ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis
ASSICURAZIONE MORTE gratis
AUTO BLU CON AUTISTA gratis
RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00).
Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (41 anni per il pubbico impiego)
Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio)
La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.
La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!
OTTOBRE 2011 da "RELTA' SANNITA" del 15/Ottobre2011
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Nasce la repubblica italiana 2 Giugno 1946
12.717.923 voti a favore della Repubblica contro i 10.719.284 a favore della Monarchia: con un referendum istituzionale gli italiani decidono di trasformare l'Italia da monarchia a repubblica. Fu la prima tornata elettorale a vero suffragio universale, in quanto per la prima volta nella storia del paese andarono alle urne anche le donne: si recò a votare lí89,1% degli italiani. Il 13 giugno dopo il referendum il Re d'Italia Umberto II di Savoia 'il re di maggio' viene esiliato. In conseguenza del cambiamento istituzionale, la XIII disposizione transitoria della nuova Costituzione vietò l'esercizio dei diritti politici ai membri e ai discendenti di Casa Savoia e l'ingresso in Italia ai discendenti maschi della famiglia. I Savoia sono tornati in Italia il 15 marzo 2003, dopo 57 anni di esilio. La festa della Repubblica venne istituita nel 1949 poi sospesa nel 1977 e rispristinata nel 2001.
Passati i poteri a Umberto di Savoia 05/06/1944
Il giorno successivo alla liberazione di Roma, il 5 giugno del 1944 il re d'Italia Vittorio Emanuele III trasferisce i suoi poteri al figlio Umberto di Savoia, e il governo presieduto da Pietro Badoglio si dimette. Per designazione dei partiti Ivanoe Bonomi forma il nuovo governo cui partecipano come ministri senza portafoglio: Benedetto Croce (liberale), Alcide De Gasperi (democristiano), Giuseppe Saragat (socialista), Palmiro Togliatti (comunista) e Carlo Sforza (indipendente). Questo governo dura in carica fino a dicembre, quando Bonomi forma un nuovo governo che rimarrà in carica fino alla liberazione totale del paese. La questione dei rapporti con la resistenza del Nord è certo la principale che il secondo governo Bonomi si trovi ad affrontare.
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La "Magna Carta libertatum"
Il 15 giugno 1215, nel villaggio di Runnymede, il re d'Inghilterra Giovanni Senza Terra è costretto dai baroni a sottoscrivere la "Magna Carta libertatum", (Grande Carta delle Libertà), che garantisce la libertà dei nobili e delle città e sottopone anche il re al rispetto della legge. E' un passo decisivo nella storia della formazione degli stati nazionali e dei loro sistemi politici, il primo riconoscimento dei diritti dei cittadini. Le sconfitte militari sul continente europeo e le conseguenti perdite territoriali (da cui il soprannome con il quale viene ricordato) avevano ridotto l'autorità del re e lo avevano indotto ad aumentare la pressione fiscale. Rientrato in Inghilterra dopo la sconfitta di Bouvines il re viene costretto da una coalizione di baroni, prelati e borghesi a firmare la "Magna Carta". Particolare rilevanza aveva il comma 39: "Nessun uomo libero potrà essere arrestato ed imprigionato, espropriato o esiliato nè in alcun modo danneggiato, tranne che da un tribunale legittimo composto dai suoi pari e in base alla legge del suo paese."
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Il "nuovo Concordato"
Il 18 febbraio 1984 il Presidente del Consiglio Italiano Bettino Craxi e il segretario di stato Vaticano Cardinale Agostino Casaroli firmano a Villa Madama a Roma una serie di patti, volti ad aggiornare la normativa dei rapporti tra Stato Italiano e Chiesa Cattolica stabiliti dai Patti Lateranensi del 1929. L'accordo stabilisce la possibilità di procedere ad ulteriori modifiche consensuali del concordato lateranense, per rispondere al continuo processo di trasformazione politico/sociale.Il diritto di famiglia è esempio chiarissimo: già dagli anni Settanta era avvenuta in Italia la rivoluzione della legge sul divorzio e della riforma del diritto di famiglia e dunque, anche alla luce di queste innovazioni legislative, andavano rivisti i rapporti tra Stato e Chiesa in materia matrimoniale regolati da norme ormai risalenti a più di mezzo secolo prima.
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La caduta di Mussolini
La mattina del 25 luglio il Duce accetta di recarsi dal re Vittorio Emanuele III. Fa il suo ingresso a Villa Savoia alle 17, per il consueto colloquio settimanale; non sapeva che già in quel momento la sua scorta era sotto controllo, e duecento carabinieri circondavano l'edificio, mentre un'ambulanza della Croce Rossa era in attesa di portarlo via prigioniero. Il duce era stato destituito dal Gran Consiglio del fascismo alle 22.45 del giorno precedente: la radio trasmette il comunicato del re che annuncia le dimissioni del Cavaliere Benito Mussolini dalla carica di Capo del Governo. Mussolini fu prima relegato a Ponza poi all'Isola della Maddalena. Il generale Pietro Badoglio viene nomimato Capo del Governo, Primo Ministro, Segretario di Stato e Maresciallo d'Italia.
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Una Cassa per il Mezzogiorno
Il 10 agosto 1950, per risanare la difficile situazione dell'Italia del Sud viene creata la Cassa per le opere straordinarie di pubblico interesse per il Mezzogiorno: in dieci anni erogherà più di 1.200 miliardi. Nella fase iniziale i finanziamenti pubblici sono usati per imponenti lavori di bonifica, irrigazione, costruzione di strade e infrastrutture (come acquedotti, fognature e ferrovie) di cui il meridione ha un drammatico bisogno. Solo a partire dal 1957 viene intrapresa anche una politica di incentivi per l'industrializzazione. L'intervento della Cassa per il Mezzogiorno ha inciso profondamente nella società meridionale, sia in positivo favorendo la creazione di processi economici, sia in negativo per l'uso di un modello esplicitamente clientelare nell'assegnazione dei fondi pubblici. La domanda sorge spontanea: DOVE SONO FINITI QUESTI MILIARDI SE IL SUD CONTINUA ANCORA COME ERA NEGLI ANNI CINQUANTA?
Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino
Il 26 agosto 1789 l'Assemblea costituente francese approva la solenne Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino, il documento nel quale, sulla scorta delle dottrine illuministiche e delle affermazioni di principio contenute nelle costituzioni inglese e americana, vengono affermati i diritti naturali e imprescindibili dell'uomo, quali: la libertà di pensiero, di parola e di religione; l'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge; il diritto alla proprietà e alla sicurezza; alla resistenza all'oppressione perpetrata dai governi sul popolo: alla democrazia fiscale, e il dovere di ogni amministratore di rendere conto all'intera società del proprio operato. Questa Dichia razione, a sole tre settimane dall'abolizione del feudalesimo provocò nel mondo occidentale un radicale sconvolgimento, come mai era avvenuto nei secoli precedenti. Gran parte dei suoi contenuti sono confluiti nella Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo adottata dall'ONU nel 1948.
Cavour
Il 10 agosto 1810 nasce a Torino Camillo Benso, conte di Cauvour, politico, statista, abile diplomatico, uno dei padri dell'unità italiana. Figlio di un funzionario napoleonico di famiglia nobiliare, Camillo Benso è avviato alla carriera militare, ma lascia l'esercito nel 1831, dopo essere stato punito per l'entusiasmo dimostrato verso la rivoluzione di luglio in Francia. Si dedica allora a intensi studi di economia, all'analisi dei problemi dell'agricoltura piemontese, e a lunghi viaggi in Europa, nel corso dei quali mostra un vivo interesse per lo sviluppo capitalistico moderno, soprattutto inglese. Verso la fine del 1847 fonda con Cesare Balbo "Il Risorgime nto" e nel 1848 è eletto deputato. Nel 1852 assume la carica di primo ministro del Regno di Sardegna. Nell'estate del 1858 incontra Napoleone III a Plombières dove vengono gettate le basi di un'alleanza contro l'Austria. La II guerra d'indipendenza permette l'acquisizione della Lombardia, ma l'armistizio di Villafranca provoca il temporaneo congelamento dei moti e la decisione di Cavour di allontanarsi dalla guida del governo. Ritornato alla presidenza del Consiglio Cavour riesce comunque ad utilizzare a proprio vantaggio la situazione, quando di fronte alla Spedizione dei Mille e alla liberazione dell'Italia meridionale ordina la contemporanea invasione dello Stato Pontificio. L'abilità diplomatica di Cavour nel mantenere il consenso delle potenze europee e la fedeltà di Giuseppe Garibaldi al programma monarchico portano così alla proclamazione del Regno d'Italia, il 17 marzo 1861. Camillo Benso conte di Cavour muore nella sua città solo tre me si dopo.
Dolores Ibarruri (La Pasionaria)
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Pietro Nenni
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