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LA POLITICA
Charles De Gaulle ( STATISTA ) " la politica è ciò che non può essere lasciato ai politici "
qualcuno ha detto che ogni popolo ha il governo che si merita...

SOLDI...SOLDI...FINANZIAMENTI AI PARTITI AUMENTI AI POLITICI, "LA FINANZA E' UN'ARMA, LA POLITICA SA QUANDO PREMERE IL GRILLETTO.
ELEZIONI REGIONALI 2010 :
Otto regioni sopra i 10mila euro mensili
Come non stupirsi, allora, della trepidazione con cui tanti candidati hanno atteso i risultati fino a notte inoltrata. I consiglieri regionali più pagati dopo i piemontesi sono quelli della Puglia (13.830 euro al mese), quindi tocca all’Abruzzo (13.359), alla Lombardia (12.555), alla Sardegna (11.417), all’Emilia-Romagna (11.053 euro) e alla Calabria (11.316). All’ottavo posto per retribuzioni si piazza la Campania (10.976 euro), seguita dalla Sicilia (10.946) e dal Molise (10.255). La battaglia all’ultimo voto nel Lazio ha significato per molti lo spartiacque tra uno stipendio da 9.958 euro mensili o il proseguimento della propria attività lavorativa. Non c’è stata storia in Veneto, ma in questo caso i consiglieri eletti dovranno “accontentarsi” di 9.977 euro, quelli della Liguria di 9.337 euro. A seguire gli eletti in Friuli Venezia Giulia (7.766 euro), Toscana (7.633) e Basilicata (7.029). I consiglieri regionali delle Marche guadagneranno 6.810 euro mensili, mentre quelli del Trentino Alto Adige – dove non si è votato, insieme ad altre sei regioni - portano a casa 6.614 euro. I più “poveri” sono gli eletti in Valle d’Aosta (6.607 euro) e in Umbria (6.597 euro), ma in entrambi i casi si tratta di stipendi che in azienda sono alla portata dei soli dirigenti
Quanto ai presidenti di Regione, invece, spicca su tutti quello pugliese: Nichi Vendola ha brindato alla sua rielezione, consapevole anche dei 18.885 euro che incasserà ogni fine mese. Alle sue spalle il neo-presidente della Calabria Giuseppe Scoppelliti (13.353 euro) e la laziale Polverini (12.548 euro). Ma meglio di questi ultimi due se la passano i presidenti di due regioni non coinvolte nell’ultima tornata elettorale: si tratta dei Governatori di Sardegna (Cappellacci) e Sicilia (Raffaele Lombardo), che incassano rispettivamente 14.624 e 14.329 euro mensili. E la festa non è finita: nelle prossime settimane partirà il classico spoil system con l’attribuzione di incarichi nelle ASL e nelle partecipate delle Regioni e lì se ne vedranno delle belle.
COMPLIMENTI A PEPPE GRILLO DA GRANDE CONTESTATORE DEL SISTEMA E DELLA POLITICA...ADESSO E' SALITO ANCHE LUI SUL TRANSATLANTICO DEI POLITICI ...!
Nasce la repubblica italiana 2 Giugno 1946
Passati i poteri a Umberto di Savoia 05/06/1944
Il giorno successivo alla liberazione di Roma, il 5 giugno del 1944 il re d'Italia Vittorio Emanuele III trasferisce i suoi poteri al figlio Umberto di Savoia, e il governo presieduto da Pietro Badoglio si dimette. Per designazione dei partiti Ivanoe Bonomi forma il nuovo governo cui partecipano come ministri senza portafoglio: Benedetto Croce (liberale), Alcide De Gasperi (democristiano), Giuseppe Saragat (socialista), Palmiro Togliatti (comunista) e Carlo Sforza (indipendente). Questo governo dura in carica fino a dicembre, quando Bonomi forma un nuovo governo che rimarrà in carica fino alla liberazione totale del paese. La questione dei rapporti con la resistenza del Nord è certo la principale che il secondo governo Bonomi si trovi ad affrontare.
La "Magna Carta libertatum"
La caduta di Mussolini
Una Cassa per il Mezzogiorno
Il 10 agosto 1950, per risanare la difficile situazione dell'Italia del Sud viene creata la Cassa per le opere straordinarie di pubblico interesse per il Mezzogiorno: in dieci anni erogherà più di 1.200 miliardi. Nella fase iniziale i finanziamenti pubblici sono usati per imponenti lavori di bonifica, irrigazione, costruzione di strade e infrastrutture (come acquedotti, fognature e ferrovie) di cui il meridione ha un drammatico bisogno. Solo a partire dal 1957 viene intrapresa anche una politica di incentivi per l'industrializzazione. L'intervento della Cassa per il Mezzogiorno ha inciso profondamente nella società meridionale, sia in positivo favorendo la creazione di processi economici, sia in negativo per l'uso di un modello esplicitamente clientelare nell'assegnazione dei fondi pubblici. La domanda sorge spontanea: DOVE SONO FINITI QUESTI MILIARDI SE IL SUD CONTINUA ANCORA COME ERA NEGLI ANNI CINQUANTA?
Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino